Tribuna delle primarie / Parla Augello
Vogliamo primarie aperte a Tremonti e a Storace, il Cav. pure (ma non lo sa)
Berlusconi uno, Berlusconi due, Berlusconi tre, “non si capisce più niente”, dice Andrea Augello, senatore vivace di un Pdl suonato dal suo presidente e fondatore, il Cavaliere che ieri ha smentito la smentita di giovedì: “Nessun dietrofront su Monti, quello che ho detto a Villa Gernetto (cioè l’attacco furioso al governo, ndr) è sempre valido”. Dice Augello, e non si capisce quanto sia ironico: “Berlusconi è autenticamente in buona fede, voglio dire che quelle cose che ha detto su Monti lui le pensa sul serio". Leggi Santanchè: “Io mi fido di Alfano, ma le sue regole sono una truffa” - Leggi “Come si possono fare le primarie in un partito che forse si scioglierà?" Parla Crosetto - Leggi “Non ci sopporta più, che sia libero” - Guarda le vignette di Vincino sulle primarie
11 AGO 20

Berlusconi uno, Berlusconi due, Berlusconi tre, “non si capisce più niente”, dice Andrea Augello, senatore vivace di un Pdl suonato dal suo presidente e fondatore, il Cavaliere che ieri ha smentito la smentita di giovedì: “Nessun dietrofront su Monti, quello che ho detto a Villa Gernetto (cioè l’attacco furioso al governo, ndr) è sempre valido”. Dice Augello, e non si capisce quanto sia ironico: “Berlusconi è autenticamente in buona fede, voglio dire che quelle cose che ha detto su Monti lui le pensa sul serio. Che poi sia seria anche la minaccia di far cadere il governo, io francamente di questo invece ne dubito. Ma c’è una morale positiva in fondo a tutto questa confusione”. Davvero? “Sì, certo. Abbiamo un elemento di divisione dialettica interna al partito che renderà le primarie più interessanti”. La linea dello sfascio contro la linea della responsabilità, Alfano contro Berlusconi? E’ davvero così interessante? La sensazione è che il giovane segretario possa non reggere, psicologicamente e fisicamente, alla pressione cui è sottoposto, pare che il Cavaliere gli abbia telefonato all’indomani della sconfitta siciliana facendogli notare che il suo candidato ad Agrigento non è stato nemmeno eletto. Secondo alcuni si tratta di mobbing, come per la ormai famosa frase sul quid. Augello ride: “In Sicilia si è perso per la lotta dei padroncini locali, che Alfano e Schifani in realtà a un certo punto avevano cercato di fermare. Ma dal punto di vista della linea politica e degli orientamenti generali del nostro partito le primarie servono proprio a questo: servono a consolidare una leadership, spero quella di Alfano, e servono a trovare una linea politica intorno alla nuova leadership. E infatti le dobbiamo fare apertissime e allargate anche ai soggetti della famiglia del centrodestra”. Si riferisce a Storace? “Sì, a Storace, ma anche a Giulio Tremonti, tutti soggetti che possono aderire a un progetto, concorrere alle primarie e poi fondare con noi il nuovo centrodestra”. Dicono che l’ex ministro dell’Economia voglia candidarsi, ma che voglia essere rassicurato, perché non intende correre con le insegne del Pdl ma con quelle del suo nuovo partito. “E lo farà. Ci sarà spazio anche per lui e per le sue insegne. Quelle che stiamo costruendo con Alfano sono primarie per rifondare il centrodestra, e la candidatura di Tremonti in questo senso è preziosa perché mette in circolo idee, spunti, significa animare questa gara democratica”. Voteranno i leghisti al nord, per Tremonti? “Magari. Metà dell’elettorato leghista in questo momento non vota nemmeno per la Lega. Sarebbe perfetto se riuscissimo a dare anche a loro un motivo per tornare a partecipare. Le nostre primarie devono rianimare quel venti per cento del nostro elettorato che in questo momento ha intenzione di astenersi alle prossime elezioni politiche”.
In mezzo c’è il Cavaliere, non si capisce che cosa vuole. “E infatti sono preoccupato. Non è possibile pensare che, mentre noi facciamo questo sforzo e allestiamo le primarie, contemporaneamente ricominci un balletto in cui la leadership e i contenuti emersi dalle primarie vengono messi in discussione. In una corsa democratica può succedere qualsiasi cosa, purché sia nei limiti di una dialettica normale, fisiologica, comprensibile, sana, equilibrata. Su Monti per esempio una cosa va detta, io non sono mai stato un entusiasta di questa operazione, ma nemmeno mi sognerei oggi di negare l’evidenza”. Quale evidenza? “Che lo abbiamo sostenuto, lo abbiamo voluto, ce lo abbiamo messo noi, e non per un incidente della storia. Sono sicuro che Berlusconi, in qualche recesso remoto della sua mente questo lo sappia bene. Il Cavaliere è molto migliore dei suoi piccoli cloni o del berlusconismo che gli è girato intorno in questi ultimi anni”.
In mezzo c’è il Cavaliere, non si capisce che cosa vuole. “E infatti sono preoccupato. Non è possibile pensare che, mentre noi facciamo questo sforzo e allestiamo le primarie, contemporaneamente ricominci un balletto in cui la leadership e i contenuti emersi dalle primarie vengono messi in discussione. In una corsa democratica può succedere qualsiasi cosa, purché sia nei limiti di una dialettica normale, fisiologica, comprensibile, sana, equilibrata. Su Monti per esempio una cosa va detta, io non sono mai stato un entusiasta di questa operazione, ma nemmeno mi sognerei oggi di negare l’evidenza”. Quale evidenza? “Che lo abbiamo sostenuto, lo abbiamo voluto, ce lo abbiamo messo noi, e non per un incidente della storia. Sono sicuro che Berlusconi, in qualche recesso remoto della sua mente questo lo sappia bene. Il Cavaliere è molto migliore dei suoi piccoli cloni o del berlusconismo che gli è girato intorno in questi ultimi anni”.